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welcome to buffer zone

Oggi abbiamo visto la buffer zone, siamo potuti entrare perché’ dopo la tregua del 21 Novembre di quest’anno e’ stata finalmente riaperta.
La buffer zone e’ stata instaurata dal governo israeliano dopo gli accordi di disimpegno unilaterale del 2005 in cui si impegnava nel ritiro degli insediamenti dalla striscia di Gaza. Per le solite “ragioni di sicurezza” Israele ha dichiarato che una fascia di 300m di larghezza lungo tutto il confine con la striscia di Gaza rimaneva sotto il controllo dal suo esercito. Con la scusa dei livellamenti, più’ passava il tempo, meno spazio sicuro rimaneva ai palestinesi. Secondo le dichiarazioni la fascia entro cui Israele impedisce attivamente ai palestinesi di entrare e’ di 300m di larghezza, ma in realtà’ l’area ad alto rischio e’ di 1000m, ovvero il 17% della striscia e il 35% delle terre coltivabili.
Per anni i proiettili sparati continuamente dagli israeliani hanno seminato vittime e feriti tra i contadini della zona che cercavano di coltivare le proprie terre.
Ora dopo tutti questi anni quel territorio e’ tornato a loro.
Mentre ci avvicinavamo alla zona l’emozione dei palestinesi con noi diventava sempre più’ palpabile. Più‘ ci avvicinavamo al confine, piu’ forte era la sensazione che Sami non lo stava facendo per noi, ma che lo stesse facendo per se, perché dopo anni di divieto finalmente poteva passare lungo quelle sue terre senza essere attraversato da un proiettile israeliano. Hussien ci ha detto che era la prima volta che entrava in buffer zone senza dover scappare dagli spari. E’ stata una sensazione forte, di sollievo, perché attorno a noi le terre sembravano rinascere e nonostante le case fossero state bombardate durante l’ultima guerra di novembre, la gente ha già’ cominciato a ricostruirsele e a vivere. Ma allo stesso tempo e’ stata una sensazione di enorme rabbia, nel vedere che il dazio da pagare per poter essere liberi di coltivare le proprie terre e vivere tranquillamente nelle proprie case e’ quello della guerra e della sofferenza. Soprattutto abbiamo sentito l’instabilità e l’impossibilita’ dei palestinesi nel credere in una tregua duratura…ci chiediamo quanto tempo passera’  fino al prossimo livellamento?