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Progetto

MOVI(E)NG TO GAZA

MOVIENGTOGAZA E’ UN FILM COLLETTIVO / UN PROGETTO REALIZZATO IN COLLABORAZIONE / UN FILM / UN CONTATTO / UNA STORIA /UNA FINESTRA SUL MARE DI GAZA / UNO SCAMBIO DI IDEE / LA DESCRIZIONE DI UN SOGNO / UN PROCESSO MENTALE / UN VIAGGIO / UNO SGUARDO / UN GESTO / UNA VOCE/ UNA RICERCA / UN’ESPERIENZA / UN’ESPLORAZIONE / UN RACCONTO / UNA MEMORIA  IN UNA TERRA CHIUSA FRA MURA, REGOLATA DA LEGGI MILITARI E NON ACCESSIBILE/ UNO SGUARDO SULLA STRISCIA PARTECIPATO / PUNTO DI VISTA COLLETTIVO / SEMPLICI EMOZIONI / FORZA DEL DESIDERIO / ATTITUDINE ALL’UMANITA/ NESSUNA VITTIMIZZAZIONE / CONTATTO UMANO / ATTIVISMO POLITICO / COMUNICAZIONE INTERCULTURALE / ROMPERE LE BARRIERE ED I CONFINI / RESISTENZA  

MOVI(E)NG TO GAZA è un progetto filmico da realizzare nella Striscia di Gaza,  costa Est della Palestina, nel Mar Mediterraneo. La Striscia di Gaza è dal 2007 sotto il controllo politico di Hamas e da questo momento Israele, gli Stati Uniti, il Canada e l’Unione europea hanno congelato tutti gli aiuti allo Stato Palestinese perché consideravano il gruppo una organizzazione terroristica. Israele ha inoltre posto un embargo sulla Striscia e permette solo ad una quantità ridotta di aiuti umanitari e ospedalieri di entrare ed escludendola dal libero mercato, causando così una forte crisi energetica. MOVI(E)NG TO GAZA è un film collettivo. L’obbiettivo pricipale è descrivere la vita quotidiana a Gaza, in particolare la vita delle generazioni più giovani, caratterizzata da piccoli ma profondi segni di resistenza. L’intero progetto sarà un esperimento tra un team italiano ed uno gazawi di videomakers, condividendo insieme idee, storie, esperienze, visioni e competenze tecniche.

IL PROGETTO E’ SUPPORTATO DA: Teleimmagini, Visual Communication Project, Umanità Nova, Coop Trasparenze, Palestinian Center for Humans Rights, Spa XM24, Loa Acrobax, Cs PaciPaciana, FreePalestine, Union Palestine Women Comitee, Torneo del Fubal Popolare Mirko Burgio, Kanaan Media Network , Centro Italiano di Scambio Culturale -VIK

moviengtogaza

L’idea nasce quando, ad un mese dall’assasinio di Vittorio Arrigoni, una carovana di ottanta attivisti entra la Striscia per portare solidarietà al popolo palestinese. In quei giorni si intesse la rete di relazioni che porterà alla realizzazione del film. Nel maggio 2012, una prima trouppe di quattro attivisti rientra nella striscia per stabilire se l’idea è realizzabile, per definire il soggetto ed i personaggi del film assieme ai giovani palestinesi del Centro Italiano di Scambio Culturale -VIK, agli artisti del centro Mohtaraf Shababik ed agli attivisti dei movimenti studenteschi e dell’International Solidarity Movement di cui faceva parte Vittorio Arrigoni. A distanza di nove mesi, nel febbraio 2013, una seconda trouppe di cinque attivisti finalmente entra nella striscia per girare il film lungometraggio che oggi ha preso il nome STRIPLIFE, Gaza in a day.

Una produzione: Teleimmagini Lunghezza: 72 minuti Formato: Hd/colore Nazionalità: Italia-Palestina Montaggio: Luca Gasparini

 

SINOSSI:

Striscia di Gaza. Un evento inspiegabile è avvenuto durante la notte: decine di mante si sono arenate sulla spiaggia principale di Gaza City. Carretti di pescatori accorrono da tutta la Striscia, per accaparrarsi carne fresca. Intanto la città si sveglia. Antar sprona il fratello ad alzarsi, è il grande giorno, nel pomeriggio inciderà il suo primo pezzo musicale. Rehab fuma, assorta nei suoi pensieri, mentre Noor si trucca, dovrà apparire davanti alle telecamere. Jabber è già nel campo. Gli spari dei fucili gli ricordano che vive nella zona cuscinetto che separa Gaza da Israele. Un corteo si snoda per le strade. Moemen è lì per fare il suo lavoro, il fotografo. La guerra gli ha menomato il corpo, non lo spirito. Al porto una barca rientra con lo scafo crivellato da spari. Il canto del muezzin invade lo spazio, la preghiera si moltiplica dai minareti. Come in un sogno, i ragazzi del Parkour Team piroettano in un cimitero. La vita nella striscia si snoda fino alla notte. Il film si svolge nell’arco di una giornata. Nello scorrere naturale del tempo i personaggi mostrano attraverso le loro azioni la semplice complessità della vita della Striscia, fatta di gesti normali in un contesto che non ha nulla di normale. I personaggi vengono seguiti nello svolgersi della loro attività all’interno del loro contesto familiare, lavorativo e sociale.

PERSONAGGI:

Il film si compone di molteplici personaggi per raccontare in maniera esaustiva la complessità della realtà di Gaza. Donne e uomini, giovani e anziani, benestanti e poveri: un mosaico di umanità, ogni persona rappresentata attraverso la sua tensione specifica. L’ anziano contadino della Buffer Zone che coltiva la sua terra tra i colpi sparati dai soldati, il rapper che si esprime con la musica. La giornalista agiata, chiusa nel suo microcosmo, per cui i social network sono una finestra sul mondo, la tessitrice della cooperativa di donne, la cui forza è la collettività. I ragazzi che praticano il parkour durante I bombadamenti, i pescatori in un mare di sole 6 miglia, la donna che ha perso casa e marito nell’ultima guerra. E ancora uomini e donne che resistono, capaci di tenerezza e sorrisi, determinati a non soccombere a condizioni di vita che ai nostri occhi appaiono impossibili.

NOTE DI REGIA:

Raccontare la vita di Gaza City con un affresco corale, fatto di vari personaggi e situazioni, ripresi nel classico stile dell “observation movie”. Senza dialoghi ricostruiti, ma solo conversazioni reali. Quadri per lo più fissi, utilizzando il limite dell’ inquadratura per rappresentare l’impossibilità per i nostri personaggi di superare i confini che accerchiano la striscia di Gaza. Uno stile senza simboli, ma fatto di immagini, di realtà, di tempo. Le leggi del movimento e della riorganizzazione del tempo inquesto film non devono essere sostituite dalle leggi del tempo scenico, imposto dalla sceneggiatura. Si tratta di scegliere e unire brani di fatti in successione, relativi alla vita dei nostri personaggi e che raccontino il contesto, ed essere in grado di vedere e di sentire quali sono i nessi, cosa li unisce indissolubilmente. Il cinema è libero di avvalersi di qualsiasi fatto disseminato nell’arco temporale che ha scelto, può estrapolare dalla vita qualsiasi cosa.