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Come è nata l ‘ idea alla base del film?

Il film nasce dalla volontà di sviluppare un progetto filmico nella Striscia di Gaza, da realizzare con alcuni palestinesi interessati al cinema. Grazie alla rete italiana di solidarietà alla Palestina e a un sopralluogo di un mese, abbiamo individuato delle persone motivate, che ci hanno aiutato a delineare il taglio del film e a trovare i vari personaggi. Queste persone ci hanno poi accompagnato in tutta la fase delle riprese, alcune con ruoli logistici di organizzazione e altri come operatori di ripresa. Insieme abbiamo deciso di focalizzarci sulla dimensione della quotidianità a Gaza, territorio di cui i media si occupano solo in situazioni di emergenza, legate all’inasprimento del conflitto israeliano-palestinese. Facendo una ricerca su google digitando “striscia di Gaza” le uniche immagini che appaiono sono di bombardamenti, fazioni politiche e gente che imbraccia armi. La nostra scelta è stata quella di concentrarci su personaggi “normali”, mostrando una parte di Gaza poco conosciuta da chi vive fuori dalla Striscia. Donne e uomini che resistono attraverso piccoli gesti, capaci di tenerezza e sorrisi, determinati a non soccombere a condizioni di vita che appaiono impossibili Per costruire la linea narrativa abbiamo preso come spunto dal film “suite Habana” di Fernando Perez, che racconta la vita nella capitale cubana utilizzando l’arco di una giornata, dall’alba al tramonto. In “Striplife” le storie dei personaggi si fondono alla descrizione del contesto ambientale. Un film senza dialoghi ricostruiti, ma solo intercettati dal mezzo cinematografico, a seconda di cosa succede nella realtà.  

Il film è stato realizzato attraverso serate di autofinanziamento organizzate in vari centri sociali in Italia.Senza il sostegno di queste realtà sarebbe stato impossibile realizzare “Striplife” . Inoltre è stata creata una pagina web sul sito “Produzioni dal basso”, per permettere la raccolta fondi attraverso internet. Con questa metodologia e il lavoro gratuito di parecchie persone (tra cui i registi) sono stati raccolti i soldi sufficienti per le riprese e il montaggio. Due donazioni provenienti da privati interessati al progetto hanno permesso di finalizzare il film. In questo periodo storico la situazione in Italia non facilita la produzione di cinema indipendente. In generale tutto il contesto culturale italiano vive un’involuzione che non ha precedenti dal dopoguerra a oggi. Abbiamo deciso quindi di fare un film dal basso, cioè di promuovere una sorta di azionariato popolare dove le singole persone diventano i produttori. Questa strategia funziona quando si avvale del lavoro continuativo e non retribuito di diverse persone, che per un anno dedicano l’intero tempo a disposizione al film. Occorre al più presto un’inversione di tendenza, o il cinema in Italia diventerà un hobby per persone agiate.

 

Come si è svolto il processo produttivo?

Il film è stato realizzato attraverso serate di autofinanziamento organizzate in vari centri sociali in Italia.

Senza il sostegno di queste realtà sarebbe stato impossibile realizzare “Striplife”

Inoltre è stata creata una pagina web sul sito “Produzioni dal basso”, per permettere la raccolta fondi attraverso internet.

Con questa metodologia e il lavoro gratuito di parecchie persone (tra cui i registi) sono stati raccolti i soldi sufficienti per le riprese e il montaggio.

Due donazioni provenienti da privati interessati al progetto hanno permesso di finalizzare il film.

In questo periodo storico la situazione in Italia non facilita la produzione di cinema indipendente.

In generale tutto il contesto culturale italiano vive un’involuzione che non ha precedenti dal dopoguerra a oggi.

Abbiamo deciso quindi di fare un film dal basso, cioè di promuovere una sorta di azionariato popolare dove le singole persone diventano i produttori.

Questa strategia funziona quando si avvale del lavoro continuativo e non retribuito di diverse persone, che per un anno dedicano l’intero tempo a disposizione al film.

Occorre al più presto un’inversione di tendenza, o il cinema in Italia diventerà un hobby per persone agiate.