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Diario di Bordo

Fare satira è un mestiere da disoccupati

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Fare satira a Gaza è un lavoro da disoccupati! Non è facile raccontare al mondo esterno alla striscia quelle che sono le circostanze impossibili in cui si vive qui: lo stadio distrutto, l'accesso al mare per pescare ostacolato dal fuoco continuo delle vedette israeliane, la disoccupazione che raggiunge livelli altissimi, periodi di carenza di combusitibile, 5000 prigionieri politici detenuti nelle carceri israeliane in sciopero della fame, la mancanza di libertà di movimento... E' difficile raccontare questo cercando di far sorridere, cercando di non annoiare un pubblico occidentale che oramai...

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Onadekom – A Vittorio

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La sentenza d' appello di oggi ha scontato a quindici anni la pena a Tamer Hasasna e Mahmud Salfiti, condannati lo scorso settembre all'ergastolo per il sequestro e l'assassinio il 15 aprile 2011 di Vittorio Arrigoni, attivista italiano dei diritti del popolo palestinese. Questa sentenza, l'ultima di nove negli ultimi quattro mesi, e' durata solo 10 minuti. Così' fulmineo da non lasciare il tempo a coloro che stanno seguendo il giudizio dall'inizio di rendersi conto e di capire cosa avrebbero voluto, che pena meritano coloro che hanno ammazzato a sangue freddo una persona che ha dato tutto per la causa...

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Oggi non fumo

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Oggi era pieno di donne che cantavano come in una litania rabbiosa il loro grido di libertà per i figli, mariti e nipoti. Nel cortile della Croce Rossa Internazionale erano tutte sedute per l'incontro settimanale che si ripete da tempo immemore, per chiedere la liberazione dei prigionieri politici che Israele ha seppellito nei suoi carceri lager. A luglio i dati parlano di 4550 prigionieri, tra i detenuti ci sono 220 bambini, e sei donne, la più vecchia delle quali è Lena Jerboni, dei territori occupati nel 1948, e imprigionata da oltre dieci anni. E anche qui basta non avere il permesso...

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L’ economia dell’ Occupazione

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Quando prendi dei soldi in mano, qui a Gaza, se osservi con attenzione si può leggere la scritta Bank of Israel. Quando sei in un negozio,qui a Gaza, sugli scaffali sono pieni di prodotti (80%) con scritto Made in Israel. Quando sei sul campo di un contadino, qui a Gaza, a ridosso della buffer-zone dove coltivare la terra vuol dire rischiare la vita, sui sacchi del concime o del terriccio c'è scritto Made in Israel. Allora incominciamo a pensare che più che un embargo economico si puo parlare di neo-colonialismo; che Israele, uno degli stati più teocratico al mondo, sta mantenendo sotto...

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Gaza blob pro

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Ogni mattina la striscia si sveglia continua a ricostruire le strade e le case distrutte dai bombardamenti. Si compra il pane e si fa colazione con i falafel. Piano piano le strade si riempiono di automobili, di carretti trainati da asini, di biciclette e bambini che vanno a scuola. L'artigiano comincia il proprio mestiere nel suo spazio e il commerciante apre il suo banchetto al mercato. Qualsiasi spiazzo in cui poter immaginare una porta da calcio diventa un campetto dove i ragazzini giocano a pallone. Tra le macerie dei bombardamenti, la presenza continua dell'assedio, il ricordo costante...

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In spiaggia con Antar

Anche a Gaza c'è la spiaggia: si vede il mare all'orizzonte, un altro confine da oltrepassare ma purtroppo solo con lo sguardo. Tutti qui prima o poi ci passano un momento della giornata che sia collettivo o di intimita'. Ci siamo stati con Antar e i suoi amici un pomeriggio assieme...

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Network Gaza

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Sin dal primo momento in cui abbiamo messo piede in questa affascinante terra abbiamo trovato una rete di persone pronte a condividere energie, idee e emozioni per la realizzazione del film. Una di queste e' Meri, una compagna che gestisce il centro italiano per scambi culturali Vik, che ci ha reso possibile l'entrata a Gaza. Italiana di nascita ma oramai palestinese nell'animo, una donna meravigliosa che e' riuscita ad entrare nel cuore di questo popolo. Hussien, un ragazzo di 20 anni che da subito e' entrato in sintonia con il progetto e partecipa alla realizzazione del film in ogni sua fase...

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L ‘ onore dei sopravvissuti e’ sopravvivere

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L'onore dei sopravvissuti e' sopravvivere. La vittoria e' la stessa vita. Un fiume di parole ostinate scorre come vento inferocito tra le piantine del suo campo. "Mi hanno ammazzato i figli, il padre, la madre, ma io non lascerò mai questa terra" " sono nata qui e qui mi ammazzaranno". Lei una contadina, una donna forte e incredibilmente tenera allo stesso tempo. Una donna che e' riuscita a trasformare la sofferenza in forza. Una donna che vuole capire, che non si ferma al raccontare. Una donna che non cederà' mai. Due fori di pallottole, due centimetri separano la vita dalla morte. La tranquillità'...

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Sei autori in cerca di personaggi

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In queste prime ore in Palestina abbiamo incontrato un sacco di persone da subito interessate al nostro progetto. L'idea che abbiamo è quella di fare un film non su Gaza ma con Gaza; per mostrare a quella parte di mondo che controlla l'occidente con la propaganda della televisione  che questo non e' un paese di terroristi, ma una terra piena di persone "normali" e allo stesso tempo speciali. Certo non e' una cosa semplice da spiegare che a Gaza tutto in fondo e' così' normale e allo stesso tempo speciale, sembra un po' come contraddirsi, soprattutto in un contesto come questo. Ma cosa e' normale...

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welcome to buffer zone

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Oggi abbiamo visto la buffer zone, siamo potuti entrare perché' dopo la tregua del 21 Novembre di quest'anno e' stata finalmente riaperta. La buffer zone e' stata instaurata dal governo israeliano dopo gli accordi di disimpegno unilaterale del 2005 in cui si impegnava nel ritiro degli insediamenti dalla striscia di Gaza. Per le solite "ragioni di sicurezza" Israele ha dichiarato che una fascia di 300m di larghezza lungo tutto il confine con la striscia di Gaza rimaneva sotto il controllo dal suo esercito. Con la scusa dei livellamenti, più' passava il tempo, meno spazio sicuro rimaneva ai palestinesi....

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